Il viaggio a Flossenburg è stata un’esperienza che ha portato a innumerevoli riflessioni ed ha suscitato diverse emozioni. I due nuclei fondamentali sono stati la parte di relazione e interazione con altre nazionalità e la parte di confronto  sulle memorie storiche del campo di concentramento e del nazional socialismo. I due aspetti, che si sono spesso incontrati, hanno suscitato in noi, almeno inizialmente, timore, la paura di mettersi in gioco era evidente e sicuramente amplificata dal fatto che eravamo chiamata a farlo in una lingua straniera. Nonostante ciò già la prima sera dopo la breve presentazione che ogni gruppo ha fatto della propria nazione abbiamo iniziato a conoscere le diverse culture e situazioni nazionali (il gruppo dall’Ucraina per esempio ci ha parlato della guerra che purtroppo lo afflige), aiutati probabilmente dal leggero caos che ci dava l’impressione di non essere ascoltati da insegnati o da altri se non dal nostro nuovo  interlocutore. Con il passare dei giorni abbiamo preso confidenza con gli altri ragazzi con i quali abbiamo poi passato, al di là delle attività organizzate durante le giornate,  le serate ,chiacchierando e giocando, con la coscienza che nonostante diversi livelli di conoscenza delle lingue eravamo tutti li per fare un esperienza che valeva la pena di essere vissuta rischiando e provando noi stessi nelle diverse situazioni. La parte storica è quella che ci ha più scossi in quanto ci siamo resi conto che probabilmente ci sfugge, perché non valorizzato nella maniera corretta, il nostro ruolo nazionale nelle grandi guerre  come promotori del nazional socialismo e alleati a Hitler .Il grande riconoscimento che va alla Germania è quello di uno stato che attraverso le commemorazioni e queste meravigliose iniziative tiene vive le memorie e attraverso queste gli errori commessi  perché non si ripetano .Risulta difficile, infatti, se non impossibile , comprendere gli stati d’animo e ciò che i deportati hanno vissuto e la distruzione causata dalle idee in cui migliaia di persone hanno creduto fermamente per noi oggi inconcepibili, ci chiediamo quindi ,cosa possiamo fare noi per questo? Trasmettere, tramandare i ricordi ,ciò che è accaduto perché non avvenga nuovamente e per fare questo dobbiamo prendere esempio dalla Germania in quanto stato consapevole che ha trovato la chiave per rendere ciò che è stato, importante nell’attualità. Infine è stata per noi commovente la testimonianza dei reduci Italiani che sono venuti a Flossenburg  per la celebrazione del memoriale. Sentirli parlare delle atrocità subite e della dura realtà che hanno affrontato nella giovinezza ci ha commossi , avevano perso completamente la loro dignità di uomini ed erano arrivati a lottare per la sopravvivenza ad agire in maniera istintiva. Nonostante questo però ci ha colpiti la forza di volontà con la quale hanno portato avanti i loro ideali (uno di loro era partigiano) e la voglia di vivere la loro ancora giovane vita che gli ha dato la speranza e la forza di non smettere di lottare e rischiare per un piatto di brodaglia calda in più, piuttosto che per un calzino .Pensiamo quindi che sia importante ricordare la determinazione e la voglia di vivere che hanno avuto e che a noi giovani a volte manca nonostante viviamo in agi e comodità che invece di favorirle sembrano affievolirle.

Melania Compri

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